Io vado… LIBERA

 

 

A 70 anni dalla sua fondazione l’Udi - associazione nata dai gruppi di difesa della donna attivi nella resistenza, che radunò donne di ogni estrazione sotto il comune obiettivo dell’autodeterminazione femminile - intende trasmettere alle nuove generazioni la propria storia di rivendicazione dei diritti di cittadinanza e il senso di comunità che risultò determinante nella conquista di tali libertà.

Il grado di libertà di cui si gode oggi è, infatti, la risultante delle azioni che il movimento di emancipazione femminile ha promosso nei decenni, anticipando e accompagnando ogni trasformazione sociale del Paese. Ma tali conquiste non possono essere date come scontate ed acquisite, così come le lotte di allora non hanno esaurito la loro missione. Da tempo gli analisti parlano della grave arretratezza dell’Italia, rimarcando la relazione esistente fra lavoro femminile, pari opportunità e crescita: laddove la partecipazione politica ed economica delle donne è alta, infatti, gli indicatori economici di un paese crescono. Avviare la piena partecipazione delle donne resta, perciò, un tema ancora aperto poiché questo tipo di protagonismo è il solo indicatore valido per comprendere lo stato di equità e sviluppo di una comunità.

E allora, “da cittadine e cittadini”, dice l’attuale Presidente Udi Serena Ballista, “non dovremmo accontentarci di ereditare passivamente la "libertà" da chi ci ha preceduto, ma farci carico di una "trasmissione" che comporta un'assunzione di responsabilità e ha come esito positivo la formulazione di  nuove risposte a vecchie domande che chiunque ha il diritto e il dovere di interpretare. Il fatto, perciò, che le nuove generazioni di donne s’interroghino sulla continuità di senso dell'UDI è legittimo ed auspicabile”. Ed ecco che questa mostra assieme alle altre iniziative in programma, intendono rappresentare l'occasione per “conoscere una storia complessa, dal finale aperto, affinché avvenga un necessario passaggio di testimone. In tal senso, intende essere una presa di posizione politica: fare il punto su quanto è stato conquistato dall'UDI e su quanto resti da fare in termini di esigibilità di diritti”.

 

A tale fine inaugura a Modena dal 7 al 29 novembre 2015, nella sede della Residenza universitaria San Filippo Neri, sala piazzetta coperta, in via Sant’Orsola 52, la mostra foto-documentaria Io vado… Libera assieme al cartellone di iniziative collaterali per riflettere assieme sul senso storico politico di un percorso che ha segnato e coinvolto negli anni molte cittadine e molti cittadini.

 

 

 

L’ESPOSIZIONE FOTO-DOCUMENTARIA “IO VADO… LIBERA”

 

La mostra è una narrazione visiva di documenti storici e fotografici che si articola in cinque sezioni: Libera di lavorare, Libera di partecipare, Libera nel corpo, Libera di amare, Libera nel mondo. Il racconto si snoda in uno spazio condiviso dove i temi oggetto sono colti attraverso immagini di ieri e di oggi per dimostrare come, nonostante i successi ottenuti, non modificando profondamente gli stereotipi culturali di genere che continuano a perpetuarsi nel tempo, i diritti acquisiti siano stati periodicamente rimessi in discussione. In ciò l’esposizione intende essere un racconto collettivo ad immagini in cui ognuno ed ognuna può riconoscere, da un lato, la propria esclusione sociale o lavorativa, dall’altro, la propria partecipazione in quanto comunità alle lotte di emancipazione dei diritti dell’Udi.

Ogni tema ha una figura illustrata principale che introduce lo spettatore al percorso espositivo, mentre lo spazio interno si sviluppa in una selezione di foto d’archivio, documenti e volantini, che raccontano le iniziative svoltesi nel corso degli anni: ogni pannello ha poi una campagna principale in evidenza. La striscia superiore riporta immagini dell’ 8 marzo e le copertine del giornale ‘Noi donne’.

 

 

Cinque donne, cinque memorie storiche: fumetti che parlano allo spettatore

 

Guide d’occasione cinque fumetti femminili a rappresentazione delle tante donne che hanno fatto l’associazione in epoche e contesti diversi, che dialogano fra loro in un continuo rimando fra passato e presente, a testimoniare la continuità e l’attualità di quelle battaglie. Così lo spettatore segue il percorso visivo anche mediante i dialoghi della partigiana anni 40/50, che apre i pannelli partecipazione, della lavoratrice anni 60 nel tema amare, della femminista incinta anni 70/80 per il corpo, della ragazza migrante di seconda generazione per il mondo e dell’adolescente anni 2000/2015  per lo spazio lavoro.

Le illustrazioni sono della fumettista modenese Arianna Farricella, che recentemente ha esposto per la Biennale dei giovani artisti del mediterraneo, nel programma delle iniziative per Expo Milano.

 

In questo modo i dieci pannelli rispondono a tre registri comunicativi: soggettivo, informativo e storico. Le figure femminili che parlano nei baloon affrontano il tema patendo dalla soggettività: presentandosi in prima persona raccontano la propria scelta di entrare nell’Udi e le circostanze storiche e personali in cui è avvenuta. I box informativi, invece, sintetizzano il tema fornendo dati e fatti di come l’Udi si sia mossa a riguardo; il registro storico è stato lasciato a documenti e immagini.

 

Il materiale documentale

Il materiale è stato tratto da differenti archivi quali: Archivio centrale UDI, Roma; Archivio UDI di Modena e Carpi, fondo Gina Borellini e fondo Anna Rosa Bassoli consultabili al Centro documentazione donna di Modena; archivio dell’Istituto Storico di Modena; Collezione dei periodici ‘Noi donne’ al Centro documentazione donna di Modena; foto giornalistiche, foto private.

Per ulteriori informazioni www.archividelnovecento.it/archivinovecento

 

 

 

Orari e informazioni

7 - 29 Novembre 2015, San Filippo Neri, via Sant’Orsola 48 – Modena

Tutti i giorni ore 9.00 - 12.30; sabato e domenica 10.00 -19.00 ;

Venerdì pomeriggio ore 17.00 - 20.00

Possibilità di visite guidate per scuole e gruppi su prenotazione

al numero 059/366012 o in email: udimodena70@gmail.com

pagina facebook: io vado libera

 

Programma completo www.cddonna.it  www.comune.modena.it  www.udimodena.org

 

 

 

PROGRAMMA DELL’INAUGURAZIONE

 

SABATO 7 NOVEMBRE 2015

In mattinata, dalle ore 9.30, dopo i saluti di Ingrid Caporioni, Assessora Lavoro, Formazione professionale, Partecipazione, Quartieri, Centro storico e Pari opportunità del Comune di Modena, inizierà l’incontro di apertura

I NOSTRI PRIMI 70 ANNI : una riflessione storico politica fra presente e futuro. L’iniziativa vedrà gli interventi di: Serena Ballista, Presidente UDI Modena; Rosangela Pesenti, Coordinamento UDI Nazionale; Pina Nuzzo, già Delegata UDI Nazionale; Caterina Liotti, Centro Documentazione Donna; una rappresentante dell’Associazione FEMMES SOLIDAIRES (Parigi).

 

A seguire alle Ore 11.30 Consegna di una pergamena a

Emiddia Cappellini e Ibes Pioli (socie Udi dal 1945)

Enrica Filippini Lera (arrestata e condannata dal tribunale tedesco nel 1944

 

Alle Ore 12.00 Taglio del nastro e inaugurazione della mostra foto-documentaria

Con i Saluti di Gianpietro Cavazza – Assessore Cultura, Rapporti con Università, Scuola del Comune di  Modena 

 

 

CATALOGO

A corredo della mostra sarà disponibile il catalogo che vuole essere una integrazione testuale dell’esposizione.

 

L’evento è patrocinato dal Comune di Modena con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, A Cura di: Centro documentazione donna di Modena (CDD) e Unione Donne in Italia di Modena (UDI).  Ricerca iconografica e documentaria: Natascia Corsini; Gabriella Gavioli; Caterina Liotti; Angela Remaggi; Elena Santunione Grandi Progetto, testi e consulenza storica: Caterina Liotti Progetto grafico, allestimento, adattamento testi: A Different Eye – Isabella Colucci, Patrizia Comitardi, Dante Farricella Disegni: Arianna Farricella. Ufficio stampa: Silvia Bonacini

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